…ovvero cronache di un tranquillo pomeriggio in uno studio legale.
Era una giornata meno movimentata del solito, la mattina era passata bene, indenne alle udienze del giorno ed adempimenti in cancelleria e alla posta.
Poche visite in programma allo studio…insomma un pomeriggio tranquillo.
Primo grande errore: mai commentare a metà giornata, attendere sempre la fine.
Poco prima di entrare in studio, dalle scale, sentivo discutere animatamente più persone, tiro un sospiro ed entro.
Secondo grande errore: finché non è ancora affar tuo puoi dartela a gambe.
Ma il mio spiccato senso masochista d’ azzeccagarbugli non poteva sottrarsi dal mettersi in mezzo alle faccende e così varco la soglia.
Mi ritrovo due gruppi di persone separate in due stanze diverse: in una c’era il Capo a parlare con il primo gruppo, il secondo gruppo di persone era nell’altra stanza a confabulare.
Nemmeno il tempo di salutare che subito:
Venditori: Non se ne può più, se non arriviamo ad un accordo non se ne fa nulla. Annulliamo tutto e ci teniamo l’appartamento.
Si, dico io, aspettate..
Venditori: No: tanto non ci smuoviamo dalla nostra posizione. Sappiamo che il suo valore è quello (per esemplificazione metto 100.000 €) e non scenderemo al di sotto di quella cifra.
Cerco di calmarli e di comprendere quali sono i problemi per trovare un compromesso. Dopo un po’ esco dalla stanza e mi ritrovo il Capo a transitare sul corridoio.
Lui: Niente? Non cedono sotto i 100.000 €?
Io: No
Lui: Loro non acquistano a più di 80.000 €.
Io: 90.000 e partita chiusa?
Lui:… è quello che sto cercando di fare ma nessuno dei due cede. Prova a parlare tu con gli acquirenti, io cerco di convincere i venditori.
Io: …
Lui: ..non abbiamo molto tempo, domani pomeriggio i venditori partiranno per Toronto e torneranno tra un mese.
Io:…
Lui: dai, che ce la facciamo.
Convinto lui.
Dagli acquirenti o scenario è meno infuocato. Sono impassibili, fermi nel non concedere di più di quello che già
..ci sembra parecchio per quell’appartamento.
Altro respiro profondo e discutiamo insieme con più calma e meno gridate. Le mie orecchie sentitamente li ringraziano.
Non so precisamente quanto tempo dopo, sicuramente un’ora e più, tutt’e due i gruppi decidono di abbandonare lo studio e schiarirsi le idee.
Io e il Capo siamo rintronati e la testa ci rimbomba di parole. Siamo convinti che l’affare non si conclude il che, materialmente parlando, si traduce in una fatica, tempo, parole e soldoni sprecati.
A fine serata ritornano tutti per il secondo round.
Loro ci assalgono di altre lamentele, carte, stime dell’appartamento contestate etc.
Riprendiamo a dividerli ed affrontare un gruppo per volta e dare nuovo inizio al solito balletto tra l’una e l’altra stanza. Questa volta è stata sufficiente una mezz’ora.
Giusto il tempo di concludere che non se ne fa nulla e sentirci distrutti.
Il giorno dopo entro in studio e il Capo:
Prepara il preliminare di compravendita: si cede a 90.000 €
Io: Oh.. Chi disprezza compra.





